LABORATORIO DI DIDATTICA DELLA CULTURA ARABA
Inizierò con un’ immagine che viene dal mondo della comunicazione. È il classico esempio di cosa vuol dire uno stereotipo. Un modo per catalogare l’Altro, non sempre in chiave negativa, e non sempre senza qualche aggancio con la realtà. Lo stereotipo è lo strumento attraverso il quale semplifichiamo l’immagine dell’Altro.Questa è la pubblicità di una delle più importanti e brillanti società pubblicitarie, la Saatchi & Saatchi.
È stata commissionata per vendere un gioco da tavolo Risiko, che è riuscito a resistere all’usura del tempo, modificandosi in parallelo ai cambiamenti dei giochi di forza del pianeta. La versione da reclamizzare si chiama Global Domination. E in questa immagine sono racchiusi diversi livelli interpretativi, tutti giocati attraverso lo stereotipo: del potere, del codice sociale, del genere, della geopolitica. C’è lo stereotipo dell’Oriente e quello che riguarda casa nostra. La stereotipizzazione dell’Occidente è tutta condensata nel luogo in cui l’immagine è costruita, e quel luogo non è certo uno stereotipo, semmai un simbolo. Lo si riconosce, è lo Studio Ovale della Casa Bianca, la stanza di lavoro del presidente degli Stati Uniti. Dunque, il luogo del potere per eccellenza. Il luogo da conquistare.Più complesso, più variegato lo stereotipo dell’Oriente, che è indiscutibilmente un Oriente arabo. Intanto, gli uomini, vestiti come gli sceicchi del Golfo, quelli che si suppone siano diventati ricchi col petrolio, scherzano e fumano il narghilè, tutti seduti per terra salvo colui che ha conquistato il potere, la sedia del presidente degli Stati Uniti. E poi la figura femminile, la donna sensuale che danza per gli uomini, la donna i cui veli non sono quelli che coprono, quelli della modestia, ma sono invece i veli immodesti che svelano il suo corpo. La donna, senza potere, è lì solo per intrattenere gli uomini che al contrario il potere rappresentano. Non ci sono le sedie, i divani, e a dire il vero mancano i cammelli, per completare lo stereotipo. Il quadretto pubblicitario è la summa dell’orientalismo classico, quello di cui scrisse Edward Said. E i creativi di Saatchi & Saatchi giocano con estrema raffinatezza con il principe degli stereotipi sugli arabi, l’orientalismo che ha avuto la sua massima espressione nel XIX e in parte del XX secolo, per rendere evidente quello che è successo nella nostra percezione soprattutto dopo l’11/9: la costruzione della paura dell’arabo.
DESTINATARI
Ragazzi di III superiore, non necessariamente studenti di arabo.
OBIETTIVI EDUCATIVI
- saper lavorare produttivamente in gruppo.
- sapersi mettere in relazione tra pari e con l’adulto (insegnante).
- saper accettare contributi e mettersi in relazione coi compagni.
OBIETTIVI CULTURALI
I. Sensibilizzare
- Far scoprire/prendere coscienza dei pregiudizi e degli stereotipi: presentare un fatto culturale apparentemente già conosciuto, ma non correttamente interpretato, facendo leva su elementi di curiosità e di interesse.
II. Informare
- Rendere accessibili dati fattuali, far scoprire, far osservare, far comparare.
III. Contestualizzare
Far prendere coscienza della relazione tra punti di vista e situazioni.
IV. Interpretare
Insegnare a non interpretare unicamente secondo i filtri della propria cultura.
DURATA
2 lezioni da 50 minuti
MATERIALI
Fotocopie, immagine
ATTIVITA’ 1
Osservazione della realtà :
Consegna: individualmente compilate il seguente questionario in 2 minuti.
QUESTIONARIO
Rispondete con Vero, Falso, Non so
1. Le canadesi e i canadesi amano l’hockey.
2. Gli anziani detestano il rock.
3. I serpenti velenosi sono immuni al loro veleno.
4. Le Italiane e gli Italiani amano la pizza.
5. Le scimmie possono dondolare da un albero all’altro con la coda.
6. I cani sono amici fedeli dell’uomo.
7. I maschi sono forti.
8. Le Francesi e i Francesi vivono in Francia.
9. Le persone arabe vanno in giro a dorso di cammello.
10. Alle bambine piace giocare con le bambole.
Analisi della realtà
Messa in comune: indicare alla lavagna il numero di Vero, Falso, Non so, per ogni domanda; chiedere poi ai partecipanti di giustificare le loro risposte, animando la discussione con le seguenti domande: Come lo sai? Da quale esperienza? Racconta. Da dove viene questa percezione? Da letture che hai fatto? Dalla televisione? Da idee che hai sentito nel tuo ambiente familiare?
Riflessioni finali : dovrebbero emergere differenze di percezione, disaccordi a proposito di qualche definizione, ignoranza in qualche campo e bisognerebbe arrivare alla conclusione condivisa che qualsiasi generalizzazione - “ I cani” (tutti), “Le bambine” (tutte), ma anche e soprattutto “Le Canadesi”, “Le persone arabe”, “Gli Italiani” – dipendono dalle nostre percezioni, dalle esperienze di ciascuno e non necessariamente da un dato di realtà, e che non si può mai attribuire un tratto di carattere, di personalità, unilateralmente a tutti i membri di un gruppo, di qualsiasi gruppo si tratti.
Le attività di questo tipo implicano una gestione della classe molto vigilante, per assicurare che le opposizioni siano produttive e non distruttrici. A questo proposito è particolarmente importante
insegnare a mettere in discussione le idee e mai le persone che le esprimono.
Trasformazione della realtà
a) Formare dei gruppi, attribuire alcune delle domande del questionario ad ogni gruppo e chiedere a ciascun gruppo di riformularle in un’affermazione vera:
· Gli anziani detestano il rock
· Mio nonno e il suo vicino di casa detestano il rock
· Le canadesi e i canadesi amano l’hockey
· Il ragazzo canadese che ho conosciuto in uno scambio ama l’hockey
b) Chiedere agli alunni: Cosa possiamo fare per migliorare la percezione che abbiamo degli altri? Cosa dobbiamo cambiare per arrivare a modificare le nostre percezioni e i nostri atteggiamenti?
Gli apprendenti possono così imparare ad analizzare in modo critico gli stereotipi e i pregiudizi, comprendendo che questi hanno un fondamento essenzialmente emozionale e non razionale e che possono anche essere rimessi in discussione.
ATTIVITA’ 2
Osservazione della realtà :
Consegna: in tre minuti trovate il maggior numero possibile di parole da associare alla parola arabo.
Messa in comune dei risultati.
Analisi della realtà:
Distribuite o proiettate il documento pubblicitario con la seguente consegna:
Scegliete nella pubblicità l’immagine che più rappresenta il mondo arabo e scrivete due o tre frasi per giustificare la vostra scelta.

Trasformazione della realtà
Formare dei gruppi ed assegnare a ciascuno un aspetto della pubblicità da analizzare:
la donna, gli uomini e l’ambiente. Che cosa rappresentano? Da quale punto di vista? Corrispondono alle immagini che avevi proposto tu?
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